Ansaldo Energia torna in utile e cambia passo: bilancio non più in rosso dopo anni, ordini in forte crescita e piano fino al 2030

Il gruppo chiude il 2025 con 20 milioni di utile, ordini a 2,3 miliardi e margini in miglioramento. Il consiglio di amministrazione approva il progetto di bilancio e vara il nuovo piano industriale che punta a superare i 2 miliardi di ricavi entro il 2030

Ansaldo Energia torna all’utile e prova ad archiviare una delle fasi più difficili della sua storia recente. Il consiglio di amministrazione ha approvato il progetto di bilancio 2025 e il piano industriale 2026-2030, certificando un ritorno in nero che mancava da anni: l’esercizio si chiude infatti con un risultato netto positivo di 20 milioni di euro. In crescita anche gli altri principali indicatori, con ordini saliti a 2,3 miliardi di euro, in aumento del 24 per cento, ricavi a 1,2 miliardi, in rialzo del 10 per cento, un margine operativo lordo adjusted di 140 milioni e un risultato operativo tornato positivo a 31 milioni. Il gruppo segnala inoltre un rafforzamento della liquidità e della posizione finanziaria complessiva.


Dietro ai numeri del 2025 c’è, secondo la società, una domanda più forte di soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete, in un anno segnato dall’allargamento della pipeline commerciale e da una presenza internazionale più ampia. A trainare i risultati sono state soprattutto le business unit New Units e Service, che hanno registrato performance superiori alle previsioni e hanno contribuito in modo decisivo al consolidamento di ordini e margini.
Il nuovo piano industriale guarda ora al 2030 e conferma una traiettoria di sviluppo che poggia, nelle previsioni del gruppo, sulla domanda di energia da fonti programmabili, compreso il gas naturale. L’obiettivo indicato è quello di accompagnare una crescita progressiva dei volumi fino a superare i 2 miliardi di euro di ricavi nel 2030. Il miglioramento della redditività dovrebbe arrivare dal contributo delle nuove unità, quindi turbine a gas, turbine a vapore, generatori e compensatori sincroni, ma anche dall’espansione del service, dal rafforzamento del perimetro nucleare e dalle prospettive del mercato degli elettrolizzatori, la cui industrializzazione viene collegata ai finanziamenti dei progetti importanti di comune interesse europeo.
Sul fronte finanziario, il piano prevede un aumento dei flussi di cassa operativi, una riduzione dell’indebitamento finanziario netto e un rafforzamento degli investimenti per sostenere sviluppo prodotto ed esecuzione industriale. Il progetto di bilancio 2025 sarà portato all’assemblea dei soci convocata per il 21 aprile, mentre i risultati e il nuovo piano sono stati presentati questa mattina a Milano alla comunità finanziaria. L’amministratore delegato Fabrizio Fabbri ha spiegato che i numeri del 2025 confermano l’efficacia delle azioni avviate negli ultimi anni e che il piano 2026-2030 si fonda su basi commerciali, industriali e finanziarie più solide, con attenzione ai tempi, ai costi dei progetti e alla sostenibilità economica di lungo periodo.
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